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Sulle dolci serre salentine, lungo la strada che da Supersano conduce a Cutrofiano, vi è un susseguirsi di antiche masserie, testimoni dell'economia esclusivamente agricola e pastorizia della zona.

Tra queste, Masseria Pizzofalcone di origine medievale, con due ampie corti e una torre cinquecentesca. Nell'800 era un vero e proprio borgo agricolo con una chiesetta dedicata a San Giuseppe dove la domenica si celebrava la messa. Si allevavano buoi, cavalli, pecore e si produceva latte e formaggio. Tanti i segni tangibili del suo passato: le mangiatoie, la grande "chiusa" per le pecore e i numerosi occhielli di pietra per legare il bestiame.

Ma c'era un altro animale che proteggeva la masseria dall'alto: un grande falco, da cui il luogo prende il nome.

Si produceva anche grano, per questo sono presenti tanti granai, scavati sottoterra o ricavati nelle volte del soffitto, e l'aia, lo spazio lastricato con pietre levigate dal passaggio degli uomini e degli animali, dove si "pisava" il grano. E poi camini in ogni stanza: qui la sera ci si riuniva per riscaldarsi e riposarsi delle fatiche quotidiane.

Ieri

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Oggi

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